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Perché il Sud è rimasto indietro

Presentazione del libro di Emanuele Felice

12/12/2014

Dove Aula 2 della Biblioteca

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Tra le varie tesi che cercano di spiegare le ragioni dell'arretratezza del Sud Italia, ce n'è una che attribuisce le colpe al Nord, ritenuto responsabile dello sfruttamento del mezzogiorno dopo l'Unità d'Italia.

In realtà, il Sud ha sempre preso parte alle scelte strategiche del paese, e la vera ragione dell'arretratezza nasce dalle alleanze tra le istituzioni nazionali e le elites meridionali, come spiega Emanuele Felice nel libro "Perché il Sud è rimasto indietro” <http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=24792>" (Il Mulino, 264 p., € 16,00).

Privilegio e disuguaglianza sono le ragioni che hanno portato il Sud, che prima dell'Unità viveva in condizioni sostanzialmente floride, a un lento declino.

Questo risulta evidente soprattutto nel dopoguerra: mentre il Nord accetta il rischio dei cambiamenti sociali e sceglie la strada delle modernizzazione attiva, che porta alla nascita delle imprese, il Sud opta per una modernizzazione passiva, che evita di mettere in discussione i rapporti di forza esistenti e si limita a sfruttare le rendite in arrivo dal Nord.